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L’importanza di essere Lean

leanSe avete a che fare con startup o imprese tech/digital avrete sicuramente sentito parlare almeno una volta di Lean Startup.

Con queste due parole ci si riferisce a una metodologia proposta da Eric Ries per sviluppare nuovi prodotti e business in contesti di estrema incertezza e che è diventata famosa grazie all’omonimo libro.

Il metodo Lean Startup si basa su tre concetti molto semplici: sperimentare le ipotesi alla base della value proposition, misurare i risultati e imparare da essi. In poche parole, prendere decisioni sulla base dell’evidenza empirica e non delle proprie convinzioni.

Vuol dire testare sul campo la propria vision, verificare se i vostri clienti vogliono realmente quello che vorreste vendergli e imparare da loro per raggiungere il miglior livello di Product/Market Fit evitando di sprecare tempo e risorse inseguendo chimere.

 

Non stupisce che questa metodologia abbia riscosso così tanto successo.

Sfortunatamente la sua adozione su larga scala è stata accompagnata dal proliferare di alcune convinzioni sbagliate. Ad esempio:

  • Le startup lean sono più economiche: le startup lean non spendono meno rispetto alle altre ma sprecano di meno. Il metodo lean riguarda la velocità, non i costi.
  • Il metodo lean startup si applica solo ad aziende tecnologiche: il metodo lean si può applicare a qualsiasi azienda che operi in un mercato incerto. Non è neanche indispensabile che ad applicarlo sia un’impresa ma potrebbe essere senza problemi un’organizzazione non-profit.
  • Il metodo lean startup si applica solo ad aziende di piccole dimensioni: se lavorate in un’impresa ciclopica e rigida applicare questa metodologia potrebbe essere complicato. Fortunatamente la maggior parte delle imprese è strutturata per divisioni e team e questi possono comportarsi come una piccola startup che opera all’interno di una struttura più ampia.
  • Le startup lean non perdono tempo a pianificare: il metodo lean non ha niente a che vedere con l’assenza di pianificazione, anzi! Pianificare è una perdita di tempo solo se non sai come farlo.

 

Appurato cosa non è il metodo Lean Startup, perché è importante essere lean per un’impresa che vuole creare innovazione?

 

The importance of being Lean

Lo scorso maggio Umberto, founder di Shoozy, mi ha invitato a partecipare come mentor alla prima edizione di Lean Startup Machine Roma, un workshop che mira a diffondere il metodo lean fra startupper e professionisti.

Dura poco più di due giorni e ricorda vagamente quella di un hackathon con la differenza che non è necessario scrivere una riga di codice ma dovrete applicare il metodo scientifico per definire, testare e misurare le ipotesi alla base della vostra idea di business.

Questa esperienza mi ha permesso di constatare come l’applicazione dei principi del Lean Startup possono avere effetti dirompenti anche solo in un weekend.

 

Il metodo lean migliora la discussione nel team

Il dibattito è un momento importante nella vita di un team ed è normale che questo possa essere particolarmente acceso: permette di mettere sul piatto visioni e idee diverse e quindi prendere decisioni in maniera più consapevole.

Chiaramente il dibattito può degenerare e quasi sempre lo fa.

Il metodo Lean Startup può evitare in modo semplice che ciò accada: offre dati e risultati da analizzare e di cui discutere spostando l’attenzione sui fatti e non sulle idee o su chi le propone.

Durante Lean Startup Machine, al momento di formare i team, uno di questi sembrava già condannato: era composto da tre persone di età e formazione molto diverse e dopo pochi minuti erano già entrati in conflitto creando una situazione di stallo.

Il caso vuole che proprio quel team sia stato (inaspettatamente) quello vincente.

Come? Dopo il primo disastroso esperimento si sono messi intorno al tavolo ad analizzare i risultati e proporre nuove soluzioni. Spinti dall’esperienza pratica maturata intervistando i loro potenziali clienti hanno discusso concentrandosi sui dati e dopo un’altra manciata di esperimenti sono riusciti a trovare qualcuno interessato a comprare il loro servizio quando questo fosse stato disponibile.

In più il loro pitch era in assoluto il più divertente, ma questa è un’altra storia.

 

Costringe a sporcarsi le mani

Forse dipende dal mito del nerd timido e impacciato ma quando si parla di incontrare potenziali utenti o clienti la maggior parte degli startupper si fa prendere dal panico.

Alcuni per giustificarsi arrivano a tirano in ballo Henry Ford.

Probabilmente i vostri clienti non sanno come risolvere i propri problemi (altrimenti l’avrebbero già fatto) ma quasi sicuramente li conoscono meglio di quanto possiate pensare di farlo voi.

Parlate con i vostri utenti e i vostri clienti, capitene i problemi e le esigenze, chiedete loro feedback e imparate da loro. Gli state chiedendo di farvi diventare ricchi, potete anche spendere qualche minuto con loro.

Soprattutto ricordatevi che non siete Henry Ford!

 

Costringe a pensare fuori dagli schemi

Siete il founder di una startup che sviluppa un non meglio precisato servizio. Siete sicuri che cambierà la vita dei vostri utenti tanto che loro non vedranno l’ora di farvi diventare ricchi sfondati.

Il problema è che per realizzarlo è necessaria una quantità enorme di tempo e di risorse e rischiate di arrivare sul mercato senza aver testato le vostre idee e di fare un gigantesco buco nell’acqua.

Recentemente parlavo con un mio amico, founder di una startup che sta ottenendo ottimi risultati: il loro servizio è semplice ed efficace ma per creare valore per gli utenti ha bisogno di interfacciarsi con diversi servizi di terze parti. Il problema è che interfacciarsi in maniera automatica con questi è particolarmente complicato dal punto di vista tecnologico ed eccessivamente costoso.

Nonostante queste difficoltà il loro servizio è in piedi da qualche mese è iniziano ad avere un flusso accettabile di acquisti sulla loro piattaforma.

Mentre bevevamo una birra al bar, una notifica dello smartphone lo ha avvisa che è appena arrivato un ordine. Al che lui prende il suo laptop, riceve l’ordine e corre sui servizi di cui sopra per completarlo.

Quello che sembra un servizio completamente automatizzato viene in realtà svolto in parte dal team di sviluppo che prende in consegna gli ordini ricevuti e li evade manualmente. L’utente finale non ha alcune idea di cosa avvenga dietro il monitor e non gli interessa visto che riesce comunque a ottenere ciò che vuole (completare un’operazione di acquisto conveniente e senza stress) in tempi ragionevoli.

Probabilmente molti di voi storceranno il naso: una startup tech dovrebbe scrivere codice, non perdere tempo a sbrigare manualmente le operation. Sbagliato!

Questo particolare modo di offrire un servizio ai propri clienti è detto concierge e ha permesso a questa startup di validare le proprie ipotesi ponendo le basi per automatizzare, in futuro, tutto il processo.

 

In conclusione, il metodo Lean Startup può essere incredibilmente utile per ridurre l’incertezza che caratterizza la nascita di un’impresa o di un progetto.

Permette di validare in modo rapido le proprie ipotesi e aggiustare il tiro in tempi rapidi.
Permette di vagliare ipotesi che in un primo momento avevate ignorato e di ragionare su fatti concreti e non solo su idee e opinioni.

Ma soprattutto permette di essere rapidi e veloci, caratteristiche indispensabili per un’azienda che vuole crescere e vincere la sfida con i propri competitor.

 

NOTA: Dal 7 al 9 novembre si terrà la seconda edizione di Lean Startup Machine Roma.
Tutte le info su programma e mentor sono disponibili a questo link.

 

Photo credits: Chiara Lo Cascio